Kruder & Dorfmeister live a Roma: una stretta al cuore

Kruder & Dorfmeister live a Roma: una stretta al cuore

16 Luglio 2010 0 Di admin

kd_DSC03185E’ una stretta al cuore quella che ti prende sul battito ossessivo del periodo G-Stone, non appena inizia il concerto di Kruder & Dorfmeister a Roma, laghetto di Villa Ada. Splendida cornice, ottima temperatura, gente mediamente matura, sicuramente non giovane e del resto è dei primi anni ’90 l’introduzione del downtempo nel mercato musicale che si aprirà definitivamente all’elettronica e vedrà la nascità della musica lounge e chill-out intorno al 1994. E tutto ciò per la gran parte è attribuibile a K&D.

 

 


Alle 22.30 Kruder & Dorfmeister appaiono perfettamente incastonati in una cornice di pannelli video sui quali il video artista Fritz Fitzke si produce in una continua profusione di immagini loopate, video sincronizzati alla musica e qualche citazione di artisti miti del passato. Che dire? Ben fatto, i visual contribuiscono alla fruizione della musica e immergono lo spettatore in un livello cognitivo emozionale profondo e avvolgente. accostabile in qualche modo a quello proposto dal visual di Chemical Brothers.
A parte i risvolti – volutamente – epici costituiti dalle presentazioni roboanti dei due MCs (MC Earl Zinger e Ras T– Weed) o dal finale celebrativo in cui, sulla falsa riga di “Let it be” dei Beatles, gli MCs cantavano “K&D” (!!), il concerto era suddiviso in due parti: il periodo G-Stone e quello post G-Stone.

Emozionante e nostalgico il primo, con lunghe traversate nel passato a bordo di nuovi remix dei vecchi brani miscelati e serviti a dovere con una pregevole dose di improvvisazione (sembrava comunque che molto del lavoro fosse svolto da Peter Kruder alle prese con il processing continuo di tracce e mixdown); divertente e promettente il secondo: stupendi loop acustici di arpe e mallets poggiati su casse dritte non troppo veloci e poi gran bassi spalmati e pesanti, innaffiati dal solito dub di cui i due austriaci sono maestri, quindi delay delay delay riverberi e cutoff sul mix principale e/o anche su tracce separate.

Personalmente avrei fatto a meno degli MCs e avrei preferito una maggiore sintesi esecutiva dei brani mixati ed improvvisati, ma al di là di questo, sicuramente un evento da non perdere e che prelude sicuramente ad un rientro in campo – forse anche in veste dance-floor – dello straordinario sound di Kruder & Dorfmeister.

Nel video una parte del concerto (pre G-Stone period)

 

Un’altra parte del concerto (post G-Stone period)