Dissonanze 2010: tanti artisti per poco pubblico

Dissonanze 2010: tanti artisti per poco pubblico

26 Maggio 2010 0 Di admin

 

 

dissonanzeSulla carta, l’edizione 2010 di Dissonanze si mostrava quest’anno davvero allettante, con una line-up di artisti di tutto rispetto, capace di soddisfare l’amante del dance-floor (vedi Seth Troxler, Jeff Mills) oppure l’appassionato di elettronica (Nosaj Thing o Plastikman alias Richie Hawtin) o quello di indie-alternative (Gil Scott-Heron, Gonjasufi feat. The Gaslamp Killer e The Phenomenal Handclap Band). Ho visitato il festival nella giornata di sabato 22 maggio 2010 ritornando indietro con una sensazione davvero positiva, soprattutto per la scelta della location (lo splendido Palazzo dei Congressi) che offriva al proprio interno tre pregevoli spazi (Terrazza, Foyer e Sala dei Congressi) ciascuno deputato ad uno specifico tipo di performance, non troppo lontani tra di loro e delle giuste dimensioni per contenere il pubblico e al contempo lasciar apprezzare l’evento.

Se da un punto di vista del palinsesto, dell’allestimento luci e dell’organizzazione nulla ho potuto eccepire – riportando le stesse sensazioni percepite in festival più grandi (vedi Sonar, Barcellona) – qualche critica va mossa alla erogazione della musica in senso tecnico, non sempre adeguata talvolta in termini di potenza (vedi Terrazza, Gil Scott-Heron oppure Foyer), talvolta di percezione dell’equilibrio degli strumenti (vedi Gil Scott-Heron e Gonjasufi) oppure di definizione, problema sicuramente accentuato dalla forte assenza di pubblico (almeno fino alle ore 1.00, non si raggiungeva il migliaio di persone), che determinava mancanza di assorbimento del suono e fastidiosi rimbombi e riverberazioni.

D’altro canto, la scarsa affluenza ha reso possibile, ai pochi presenti, di scorrazzare liberamente (e senza file!) tra un concerto e l’altro, tra un dj set e il bar o la toilette e poi ancora un live o un visual; insomma sembrava di essere ad un vernissage di una grande manifestazione con ingresso per i soli addetti ai lavori. Nota di demerito ai cambi di programma – non annunciati, nè indicati a video (come del resto capita in altri festival dove all’atto del cambio palco i visual vengono utilizzati per comunicare il prossimo artista entrante) – avvenuti nel Foyer (Shackleton anticipa Nosaj Thing) e nella Sala dei Congressi (Seth Troxler anticipa Jeff Mills) dove il ricorrente e comune interrogativo “ma quello è Jeff Mills?” è stato risolto solo al suo arrivo due ore più in là di quanto previsto in programma (del resto anche Seth Troxler è nero e la cosa ha contribuito all’equivoco).

A mio avviso la performance più appassionante è stata quella di Seth Troxler, la più tecnica quella di Nosaj Thing, menzione d’onore va al nostro Mass_Prod che ha suonato splendidamente e coraggiosamente davanti a poco più di 10 persone e un rispettoso omaggio e riconoscimento va all’inossidabile Gil Scott-Heron.

E ora viviamo in attesa del Sonar.

Contributi multimediali da Dissonanze 2010

Mass_Prod performing at Dissonanze 2010


Gill Scott-Heron’s pianist solo at Dissonanze 2010


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DarkStar

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DarkStar da NY

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DarkStar performing in the Foyer

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Foyer Vjs